Consultoria in piazza: 194? Sì, ma vogliamo di più! @ Piazza Castello, Torino [27 maggio]

Consultoria in piazza: 194? Sì, ma vogliamo di più!


1355
27
maggio
10:30 - 18:30

 Pagina di evento
Piazza Castello
PIAZZA CASTELLO, 10121 Turin, Italy
In occasione del 40ennale della Legge 194 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza, una giornata intera in piazza per parlare di sessualità, aborto, autodeterminazione, piacere e desiderio.

Dalle h 10.30 in Piazza Castello: banchetti informativi, laboratori, mostre, performance artistiche, chiacchiere e molto altro.

h11.30 Anatomia e Piacere: chi viene? Un laboratorio per parlare di sessualità e piacere, per scoprire e riscoprire il nostro corpo (a cura di ConTatto — Laboratorio ostetrico)

h14 — h16 Sportello ostetrico: le ostetriche di ConTatto rispondono alle domande su contraccezione, interruzione volontaria di gravidanza, anatomia, infezioni sessualmente trasmissibili, sessualità e pavimento… pelvico

h16 "Ieri..."
La Casa delle donne di Torino si racconta.
Dall'occupazione del Sant'Anna ai primi consultori autogestiti torinesi, dalle ingerenze del Movimento per la vita alla lotta del movimento delle donne per un aborto libero, sicuro e gratuito.
La storia narrata da chi ha vissuto quegli anni e ha partecipato alle battaglie che hanno portato alla Legge194.

h17 "...Oggi"
Parliamo di aborto, tra autodeterminazione e libertà di scelta.
Serve davvero una legge del codice penale per regolare l'ivg?
Cosa significa 194 oggi tra obiezione di coscienza, tagli alla sanità pubblica e chiusura dei consultori?

Non Una Di Meno — Torino
in collaborazione con ConTatto — Laboratorio Ostetrico
con la partecipazione della Casa delle donne di Torino

***

Ci piacerebbe che questo 40ennale non fosse una mera celebrazione, ma anzi che rappresentasse l'occasione di rilanciare una riflessione e di rinnovare la nostra consapevolezza, perché il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito rischia di esserci sottratto, soprattutto a causa della crescente influenza della Chiesa e dei movimenti antiabortisti nella sanità pubblica e del recente risveglio di partiti e movimenti di estrema destra.
Condividiamo alcuni interrogativi – forse provocatori — per rilanciare una discussione che parta e ci ponga in una posizione di forza e non di debolezza difensiva nei confronti di diritti acquisiti con anni di battaglie fuori e dentro i palazzi delle istituzioni.

1978-2018:
Quanto e che cosa della legge italiana che regolamenta l'aborto risponde ai cambiamenti che sono avvenuti in tutti questi anni? Possiamo definitivamente prendere atto dei "profondi limiti" che la legge incarna, non a caso, fin dalla sua promulgazione, e che sono ormai sotto gli occhi di tutte?
L'aborto è diverso da altri trattamenti medici? Perchè non viene considerata una procedura medica semplice ma una questione che ha bisogno di essere regolamentata da una legge contenuta nel Codice Penale?
La legge prevede che la donna intenzionata ad abortire debba pensarci 7 giorni prima di poter procedere. Quanto paternalismo e quanta scarsa fiducia nella capacità di autodeterminarsi delle donne rivela questa norma?
E non ultima, l'annosa questione riguardante l'obiezione di coscienza, che ad oggi rende l'accesso all'IVG una vera e propria corsa contro il tempo per la presenza massiccia di personale obiettore all'interno delle strutture ospedaliere.

Di fronte a tutte le minacce a quei diritti e libertà che ci appartengono e che ci siamo conquistate con decenni di lotte collettive, oggi torniamo nelle piazze forti della solidarietà dei nuovi movimenti femministi che in tutto il mondo, dall’Argentina all’Irlanda, dalla Polonia agli Stati Uniti, hanno rimesso al centro del dibattito pubblico la giustizia riproduttiva e la libertà di scegliere. Torniamo nelle piazze per rivendicare la libertà di decidere sui nostri corpi e sulle nostre vite, il diritto al piacere e ad una sessualità libera, il diritto di avere figl* e di non averne, il diritto alla salute come benessere psichico, fisico, sessuale e sociale e come espressione della libertà di autodeterminazione.

Vogliamo la contraccezione gratuita, il diritto ad una sessualità libera e consapevole ed al piacere come cardine della salute sessuale individuale.
Vogliamo l’accesso all’aborto libero, sicuro e gratuito, con tutte le tecniche abortive (chirurgiche e farmacologiche), e l’assistenza sanitaria per la gravidanza e il parto garantita tutte le donne, indipendentemente dalla cittadinanza e dai documenti.
Vogliamo spesa pubblica per supportare le consultorie femministe, che siano aperte alle donne di qualunque età, alle migranti, alle persone lesbiche, gay, trans e a tutte le altre soggettività non conformi.
Vogliamo l’incremento dell’aborto farmacologico possibile fino a 63 giorni, senza ospedalizzazione e attraverso una somministrazione che venga fatta anche dal personale ostetrico all’interno dei consultori.
Vogliamo gli obiettori di coscienza fuori da ogni struttura sanitaria pubblica.
Vogliamo l’educazione sessuale nelle scuole.
Vogliamo essere libere di scegliere!
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